BIOGRAFIA

Leonardo Marzagalia, pianista e compositore italiano, è nato a Varese, sul lago Maggiore. La sua vocazione musicale si manifestò molto precocemente e la famiglia, proprio per assecondare il suo naturale talento, si trasferì a Milano dove il giovanissimo Leonardo potè frequentare il Conservatorio di Musica "Giuseppe Verdi" fino al diploma di pianoforte che conseguì nel 1970 con il massimo dei voti.
Nella sua formazione sono confluiti tre tra i filoni maggiori della cultura pianistica del Novecento: quello critico-filologico coniugato all'estrema sapienza tecnica di Giuseppe Piccioli; quello della grande scuola napoletana assorbito attraverso l' insegnamento di Bruno Canino e, sopratutto, quello che con l'insegnamento di Giovanni dell'Agnola che risale alla lezione di Alfred Cortot e, attraverso questi, giunge addirittura fino all'eccezionale pianismo francese ed europeo di Chopin e Debussy.
La sua carriera si è sviluppata lungo tre direttrici diverse ma, pur tuttavia, sempre in serrato dialogo tra loro: il pianista solista, il compositore e il Maestro accompagnatore.
Il suo nome è accanto a quello di celebri stelle della lirica quali Carlo Bergonzi, Giulietta Simionato e Giuseppe Di Stefano, nella sua qualità di accompagnatore pianistico e prezioso collaboratore.
Nei suoi concerti alterna le più alte pagine del pianismo fra Ottocento e Novecento a musiche di sua composizione, definite "Miniature musicali" o "Sogni in forma di musica".
A chi gli chiede cosa sia, per lui, la musica, Leonardo Marzagalia ama rispondere parafrasando Hans Cristian Andersen: la musica aiuta a scoprire la via che conduce ai cuori.
Con queste parole il Maestro vuole mettere in evidenza la necessità di un legame forte tra la sua musica e l'ascoltatore.
C'è bisogno - dice - che si stabilisca un filo forte e ben teso tra esecutore e ascolatore. Una tensione che non si deve mai allentare altrimenti la magia della musica cade perchè ascoltare musica significa innanzi tutto lasciarsi coinvolgere emotivamente, essere disposti a lasciarsi rapire dal suo incanto.
Questa lettura della musica come abbandono e sogno spiega la sua predilezione per il "rubato" di Federico Chopin, per lo scorrere sognante del periodare musicale di Franz Liszt, per la grammatica senza grammatica di Claude Debussy e di Maurice Ravel.
Le sue miniature musicali sono sogni o frammenti di sogno in forma di musica. Creano attimi di sospensione o evocano atmosfere magiche in cui l'ascoltatore si immerge fino a perdersi completamente nella magia dei suoni. Di "Night in Varadero" il critico musicale Andreas Weitkamp ha scritto: "Ascoltando questo pezzo per pianoforte sembra di essere sulla spiaggia dell'isola di Cuba al chiaro di luna che splende dolcemente nei nostri cuori. Fra il rumore delle onde che si infrangono sulla riva e lo stridio dei gabbiani par di vedere Debussy e Marzagalia che sotto le palme da cocco siedono insieme davanti a un Bacardi".

Presentazione a cura di: Corrado Ruggiero, scrittore, giornalista e critico letterario


 


 


 


 


 

Tokyo, concerto alla KYOI HALL
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